| Medicina e Bioetica: per informarsi, capire, discutere… |
|
Giulio Tarro |
Prospettive
nella terapia immunologica del cancro
Proprietà
immunogene di un complesso antigenico estratto da materiale neoplastico (TLP)
Ricerche effettuate
Da
tempo la lotta contro il cancro sta vedendo oltre ai tradizionali strumenti
chemioterapici, radiologia e chirurgici, l'utilizzo dell'immunoterapia.
In questo senso di particolare interesse risultano i nuovi approcci della
terapia immunologica, mediante l'impiego di farmaci che restaurino le riduzioni
dell'immunità (causata dal cancro e/o dalle cure citostatiche fisiche e
farmacologiche) e l'uso di interferone oppure di cellule killers attivate in
presenza di interleuchina-2.
Un
altro campo dell'immunoterapia dei tumori che si sta rivelando fecondo è quello
dei markers antitumorali. Il lavoro
che il gruppo di ricerca del prof Giulio Tarro svolge con il Centro del prof.
Pederzini di Mantova ha avuto come obbiettivo di ricercare un antigene
neoplastico (siglato TLP) sufficientemente immunogenico per indurre nel
canceroso uno stimolo oncolitico specifico efficace, studiando nel contempo le
possibilità di creare nel paziente una certa permissività allo stimolo
antigenico. Queste ricerche hanno
portato ad importanti risultati quali la scoperta della TLP (proteina liberata
dai tumori umani) (Brevetto Europeo n. 88830058.9,/1988 The Hague) e
l'applicazione di patente europea (N. RM92A
000506/1992) per peptidi sintetici dell'antigene del carcinoma polmonare.
Anche per queste scoperte il prof. Giulio
Tarro nel luglio 1990 è stato nominato Presidente della Società Italiana di
Immunooncologia.
Sintesi
delle ricerche
Le
correnti di ricerca hanno oggi dimostrato inequivocabilmente la presenza di
antigeni associati a tumore (TAA) responsabili: dell'induzione di anticorpi
specifici; di reazioni di ipersensibilità ritardata; della blastizzazione dei
linfociti periferici di ammalati trattatati con TAA autologo ed omologo, già
precedentemente sensibilizzati; della mancanza di blastizzazione di linfociti di
individui sani e di individui cancerosi che non siano stati pretrattati con lo
stesso antigene. Sulla base delle
esperienze riportate è lecito pensare che il TLP, in quanto immunogeno e
mitogeno specifico e, infine, in quanto elemento della dotazione antigenica
della cellula neoplastica, possa essere valido per approcci di immunoterapia del
cancro.
Le
sostanze sono originate da due distinti tessuti tumorali (carcinoma polmonare
-TLPI- e carcinoma del colon -TLP2-) distinzione fatta per aumentare le
possibilità di congruità delle proteine atipiche nel soggetto affetto con
quelle presenti nel preparato. Molti
anni di lavoro sono stati spesi prima di individuare i parametri essenziali
dell'antigene T.L.P e successivamente per verificare la sua efficacia come
sostanza terapeutica anticancro attraverso la via della stimolazione del sistema
immunitario di cui l'organismo è naturalmente dotato.
Il TLP è costituito da lipoglicoproteine «solubili», misura tra 48,1
-61 Angstrom, ha un punto isoelettrico inferiore a 7.0 e presenta un peso
molecolare di 214.000 dalton polimero costituito da monomeri di circa 54.000
dalton di cui è stata analizzata prima la costituzione aminoacidica e quindi
ottenuta la sequenza. Il TLP o
proteina liberata da tumore è un antigene derivato da masse tumorali asportate
chirurgicamente estratte biochimicamente, isolato, purificato.
Di recente gli epitopi o parti prostetiche degli stessi antigeni sono
state sequenziate per quanto riguarda alcuni tumori polmonari.
Una
ricerca analoga è stata fatta per i tumori del colon mentre altre ricerche si
stanno occupando di tumori urogenitali. Successivamente
sono stati ottenuti peptidi sintetici utilizzando i dati di sequenza per le
proteine studiate in precedenza e sono stati preparati anticorpi policlonali nei
riguardi di questi antigeni.
In
conclusione sono stati ottenuti l'analisi strutturale dell'antigene del
carcinona polmonare ed è stato sviluppato un anticorpo nei riguardi di quest'antigene
con cui si può prospettare lo sviluppo di una metodica diagnostica per
l'antigene polmonare connesso con i tumori utilizzando gli antisieri già
esistenti con l'obiettivo di una diagnosi precoce del tumore polmonare.
Inoltre gli antigeni sia purificati che ottenuti per sintesi possono
essere utilizzati nell'immunoterapia specifica attiva con protocolli già
prestabiliti, ottenendo come traguardo sostanze immunogene direttamente dai
tumori ovvero prodotti mediante ingegneria genetica.
L'identificazione
della sequenza aminoacidica è frutto della collaborazione con il prof.
Giulio Tarro dell'Istituto Fannacoterapiaco Italiano e dei laboratori di
biochimica di Cold Spring Harbor dello Stato di New York (USA).
L'analisi strutturale dell'antigene del carcinoma del polmone è stata
condotta con successo ottenendo informazioni sulla sequenza aminoacidica.
La proteina è stata trovata essere bloccata alla degradazione di Eldman,
fatto non raro. Le proteine sono
state perciò digerite con proteasi per ottenere peptidi utili per l'analisi di
sequenza. La digestione con la
proteasi V8 dello Stafilococco aureo è stata provata essere molto utile, e una
sequenza è stata ottenuta: X-X-R-T-N-K-E-A-S-I.
Altre due sequenze sono state ottenute da peptidi di una delle proteine
digerite Q-G-S-A-X-FT-N e N-Q-R-N-R-D.
Il
razionale che ha portato all'identificazione del frammento peptidico descritto,
come un epitopo dell'antigene del carcinoma polmonare, ha preso lo spunto da una
ricerca condotta dal prof. Tarro
sulla purificazione e caratterizzazione dell'antigene del carcinoma polmonare (TLP)
osservando che non era possibile ottenere anticorpi monoclonali immunizzando
topi con le proteine intatte. Si
sono costruiti, quindi, peptidi sintetici come antigeni per preparare anticorpi
diretti verso siti specifici basandosi sull'informazione della sequenza parziale
ottenuta. La sequenza più valida a
questo scopo è quella che è stata confermata in più proteine (R-T-NK-E-A-S-l).
Il procedimento ha implicato la sintesi e la purificazione del peptide
con un derivato alfa - carbossiamidico con un residuo terininale di cisteina.
Il peptide è stato accoppiato per via della cisteina a una proteina
carriera per lo più l'emocianina estratta da ostriche, usando il reagente MBS
(l'estere m - maleimidobenzolico - N idrossisuccinimidico).
I
coniugati miscelati con adiuvante sono stati usati per un ciclo di iniezioni
sottocutanee o intradermiche nei conigli, seguiti da successive iniezioni con
adiuvante incompleto. I richiami
sono stati effettuati ad intervalli di due settimane, dopo un periodo di riposo
di quattro settimane per permettere la decantazione della risposta primaria,
generalmente IgM. E' importante,
ovviamente, ottenere sieri contenenti IgG che vengono prodotti nella risposta
secondaria. In particolare IgG
purificate di sieri reattivi possono essere usati per purificazione di affinità
dell'antigene originale del carcinoma polmonare.
Utilizzando questa metodica è stato possibile ottenere con successo lo
sviluppo di reagenti proteici specifici da sequenze peptidiche piuttosto brevi.
Dal momento che la proteina è espressa nel carcinoma polmonare, la
produzione di anticorpi diretti verso questo antigene porta ad utilizzare un
test di screening nei riguardi di estratti polmonari crudi, cioè verso
l'antigene proteico e prospetta la preparazione di una «CDNA library» dal
materiale tumorale.