LE RESPONSABILITA' VIRALI NEL DETERMINISMO DEI TUMORI
Herpes virus e tumori nell'uomo
Il prof. Giulio Tarro é attivamente impegnato nello studio delle responsabilita' virali nel determinismo dei tumori e in particolare nel rapporto tra Herpes virus e tumori nell'uomo. Questi studi sono cominciati nel 1965 quando il prof Tarro vinse una borsa di perfezionamento in Virologia trasferendosi presso i laboratori di Virologia e Cancerologia del The Children's Hospital Research Foundation di Cincinnati, Ohio, USA, diretti dal prof. A. B. Sabin. Avendo conseguito la stessa borsa di perfezionamento per l'anno successivo, la sua permanenza si é protratta, come Research Associate, fino al 30 giugno 1968 e come Visiting Assistant Professor of Research Pediatrics fino al 30 settembre 1969.
Durante questo periodo le ricerche hanno riguardato la carcinogenesi virale sperimentale da virus contenenti acido desossiribonucleico e metodi per rivelare il possibile ruolo di questi virus nei tumori umani; la dimostrazione, in vitro, di eventuali virus come causa di leucemie e linfomi umani; l'effetto della Streptovitacina A sulla replicazione del poliovirus.
Nel 1971 viene nominato direttore del progetto "Studies on Non-virion Antigens" del National Cancer Institute (USA) e ottiene il Premio Nazionale "Dante de Blasi" (lire 1.000.000), indetto per il biennio 1970-71 dall'ISI- Richardson Merrel (Commissione proff. P. Ambrosioni, L. Califano, C. Cutinelli, G. Falcone, L. Michelazzi) "per l'interesse e l'originalità dei contributi presentati sui rapporti intercedenti tra virus erpetici e cancerogenesi".
Nel 1972 viene invitato, come Senior Scientist, dal Pubblic Health Service National Institute of Health N.C.I. al Frederick Cancer Research Center (Maryland, USA) a svolgere ricerche fino al maggio 1973. Durante questo periodo le ricerche hanno riguardato la possibile implicazione di virus a DNA come causa di tumori nell'uomo, con particolare riguardo al virus dell'herpes simplex; la comparsa di antigeni non virionici in cellule infettate con virus dell'herpes simplex e la presenza di tali antigeni in cellule tumorali nonché quella di anticorpi specifici nel siero di pazienti affetti da determinate neoplasie; la realizzazione del primo marker tumorale etiologico (TAF test, USA patent 43919-11).
Sintesi delle ricerche:
La responsabilità del virus dell'herpes simplex (HSV) varietà orale, e specialmente di quello genitale, in certi tumori dell'uomo é fondata su un insieme di studi che vanno dall'incidenza più alta di anticorpi per HSV nei sieri di pazienti con carcinomi del collo dell'utero rispetto a sieri di controllo, alla presenza di antigeni indotti dal virus erpetico nelle cellule tumorali di pazienti affetti da neoplasie della testa e del collo, e del tratto urogenitale. Altre prove di questi virus potenzialmente oncogeni (cioè trasformanti le cellule di coltura da normali a neoplastiche) sono fornite dalla presenza di acido nucleico virale in cellule di carcinomi del collo dell'utero e dalla scoperta di un antigene nucleare svelato mediante l'immunofluorescenza anticomplemento da parte di antisieri iperimmuni e di anticorpi provenienti da sieri di pazienti affetti da tumori della sfera urogenitale.
I neoantigenici erpetici, provenienti da cellule infettate e da cellule tumorali, purificati e caratterizzati come glicoproteine da peso molecolare di 70.000 daltons, suggeriscono un altro parametro per lo studio dei carcinomi a cellule squamose e postulano le premesse per un'applicazione pratica nel senso di una diagnosi precoce, soprattutto utilizzando metodiche sensibili come il test radioimmunologico e quello immunoenzimatico. Inoltre, da un punto di vista teorico, tali antigeni provano una liberazione continua di messaggi virali specifici e sostengono un ruolo importante del virus nello sviluppo dei tumori.
La presenza di molecole specifiche di virus erpetico, che possono codificare antigeni specifici tumorali (TAF) nelle cellule neoplastiche, fornisce credito ai fondati sospetti che anche nell'uomo alcuni tumori possano essere provati da virus della famiglia degli herpes. La ricerca degli anticorpi nel sangue diretti verso questi antigeni particolari di virus erpetico (e non degli anticorpi per il virus che sono presenti normalmente nel 70-80% di persone normali che hanno avuto una infezione erpetica e possono o meno presentare recidive), può essere utilizzata nel senso di una diagnosi precoce utilizzando metodi di indagine molto sensibili, come il test immunoenzimatico e quello radioimmunologico, ed inoltre come indice del trattamento terapeutico dei tumori associati al virus dell'herpes simplex (labbro, laringe, tratto urogenitale maschile e femminile ed altri) in quanto gli ultimi studi hanno dimostrato la negatività del test TAF in assenza di recidive o di metastasi. Prove in codice a doppio cieco, sono state fatte a Vienna e nel Kuwait e, con sieri della Mayo Clinic, con pieno successo, mentre i dati precedenti sui rapporti herpes-virus-tumori sono stati confermati all'Aia al Congresso Internazionale di Virologia e al Congresso Internazionale di Buenos Aires. Altri studi in merito sono quelli tendenti ad utilizzare una chemioimmunoterapia per la negativizzazione del test e quindi bloccare il processo tumorale iniziato o comunque mantenuto dal virus erpetico, e a ricercare un antidoto per neutralizzare la sostanza responsabile della trasformazione cellulare da parte del virus. Un anticorpo monoclonale per il TAF é stato prodotto all'Università di Cambridge.
L'analisi strutturale dell'antigene TAF é stata effettuata presso i laboratori di Cold Spring Harbor (Progress Report, May 28, 1992). La sequenza ottenuta potrà essere usata per esperimenti con PCR onde clonare un CDNA per l'antigene oppure potrà essere adatta per ottenere un anticorpo specifico antipeptidico.